Primo commento rifiutato…

Da quanto ho aperto questo blog non ho mai rifiutato un commento… Ho dovuto farlo adesso, mi spiace Lucio, ma sono sicuro capirai…

Ho da poco preso un nuovo telefono dopo che il mio Nokia N85 è finito nel lago… Va bè evitiamo commenti sarcastici… Cmq adesso sono un soddisfatto possessore di un Nokia 5800 XE e sto provando un po’ di applicazioni interessanti, tra cui Wordmobi un client WordPress per Symbian molto interessante… Se funziona… :)

Pubblicato da Wordmobi

In questo periodo di vacanze con il nostro paese che diventa sempre più multietnico e allora ho pensato di dare un piccolo aiuto agli stranieri che passano da Pianengo… Ho immaginato tre situazioni, forse un po’ surreali, collegate ai tre bar che frequento e che senza una dovuta spiegazione potrebbero risultare poco comprensibili…

toto e peppino a milano

Caso 1 – Il Cambrino

In questo bar vi potrebbe capitare di vedere un uomo con capelli neri e pizzetto che mentre passate davanti al bar, con aria un po’ spiritata, vi grida dalla porta: “La si lecca e la si cancella, ma rimane sempre quella: viva viva la fringuella!”.

Le origini di questa frase si perdono nei meandri dei fusti di birra, vino ed altri alcolici consumati in questo bar da generazioni di pianenghesi, cmq l’interpretazione moderna fa riferimento ad un animale appartenente al genere femminile che, probabilmente all’aumentare della concentrazione di alcool nel sangue, torna alla mente di questi giovani (e meno giovani) uomini.

Una possibile traduzione della frase è: “Can you lik it and can you erase it, but it remains always the same: w w the finch!”

Caso 2 – Bar Ferrari

Anche in questo caso potrebbe capitarvi di vedere sulla porta un giovane uomo che facendo roteare sulla testa una mano con le falangi del pollice e indice unite, vi chiede beffardo: “Bea ‘nasada chesta?!”.

Anche questa frase risulta molto antica, ma il suo significato è certamente più chiaro. In questo caso, infatti, il maschio adulto chiede a quello più giovane se ha già scoperto la sessualità, cosa che lo renderebbe agli occhi del maschio adulto maggiormente degno di rispetto.

In questo caso una possibile traduzione potrebbe essere: “Ehi guy! Have you smelled this?”

Caso 3 – Terzo Tempo

Qui vi propongo una situazione leggermente diversa: entrate nel bar e dovete chiedere un caffè… Se dietro il bancone trovare un giovane uomo con occhietti socchiusi e faccia un po’ sospettosa che risponde al nome “Muffo”, la frase più corretta per chidergli un caffè è: “Eh Muffo! Ta ma fet ‘n caffetì?”.

La traduzione potrebbe essere: “Ehi Muffo! Could you make me a little coffe, please?”

Rocky Joe

Chi ha visto questo cartone animato capirà sicuramente la frase apparentemente banale: “Non fanno più i cartoni animati di una volta!”.

In effetti negli anni ‘80 arrivarono un Italia tutta una serie di cartoni animati che non sempre erano adatti ai bambini… Penso all’Uomo Tigre, a Bem e a tanti altri. Tra questi sicuramente anche Rocky Joe… Però con qualche sostanziale differenza: ad esempio il primo era molto violento, il secondo era un cartone animato dell’orrore. Rocky Joe invece è altro… E’ una lunga storia che racconta la vita, che ci dice che non bisogna mai arrendersi, ma rialzarsi e ricominciare a combattere per quello in cui crediamo sia giusto. Messaggio complesso, forse, per un bambino (?)…

Nell’ultimo incontro Rocky non sente chi ha vinto, ma non è importante, lui aveva cmq dato tutto e oltre tanto da concludere l’incontro con le parole: “Non c’è più niente da bruciare, solo le bianche ceneri”.

La sigaretta

Camminando per la strada non riusciva a distogliere il pensiero da quello che ormai era il suo chiodo fisso. Era come se viaggiasse nel mondo con una mappa sbagliata e una bussola rotta. Ma il destino, con la sua strana idea di normalità, sistemo le cose e la ritrovò che entrava in un bar… La strada era fatta, ma ora cominciava la vera prova.

Entrò anche lui. La fisso a lungo e pensò a quella che secondo lui era una buona scusa prima di avvicinarsi per chiederle una sigaretta. “Non fumo…” disse lei “Ma se vuoi puoi farmi compagnia per un caffè…”. John capii in quel momento che tutto il tempo che le aveva dedicato in maniera così discreta e nascosta non era stato buttato via.

Mechander Robot e le tonsille

Dopo parecchio tempo torno a parlare di cartoni animati giapponesi, in particolare di Mechander Robot. Sono particolarmente affezionato a questo personaggio perché mi ricordo quando avevo circa 6 anni, in ospedale per un operazione alle tonsille, giocavo con questo robot che lanciava gli scudi e aveva l’aereo (o qualcosa di simile) che si agganciava…

mech-main

Su Enciclo’Robo’Pedia trovare molte informazioni interessanti tra cui la trama, le curiosità, etc. L’elemento più interessante di questa serie era dovuta al fatto che “ogni volta in cui il robot entra in azione una rete di satelliti alieni collocata in orbita riconosce il flusso energetico che alimenta il robot e lancia una bomba puntata direttamente sul cuore del Mechander. Il robot ha quindi un tempo limite di tre minuti entro i quali deve distruggere il nemico di turno e disattivare l’ordigno prima che lo colpisca o che danneggi il pianeta”.

Di seguito i soliti link per approfondire:

L’incontro

Mark si preparò allungo per quell’incotro… Aveva pianificato tutto ripetendo e ripetendo ogni dettaglio nella sua testa. Aveva previsto tutto tranne che quando meno te lo aspetti capita la vita e sei fottuto!

Pagina successiva »

Archivi

Seleziona il mese di cui vuoi consultare i post:

Categorie

Seleziona la categoria di cui vuoi consultare i post:

Foto

Cariati, 12/2009Cariati, 12/2009Cariati, 12/2009Cariati, 12/2009Cariati, 12/2009Cariati, 12/2009Cariati, 12/2009Cariati, 12/2009



add to technorati favorites

pianengo, cr
linux powered
hit counters

"Viaggiare ha senso solo se si torna con una qualche risposta nella valigia", attaccò Leopold. "Tu che viaggi tanto, l'hai trovata?"
-- Tiziano Terzani, Un indovino mi disse