L’organizzazione del Cerro Day ha fissato la data per l’edizione 2010: sabato 17 luglio… E visto la frase dello stesso Cerro: “E’ un po’ che non finiamo su YouTube!”, bè aspettatevi news a breve… ;)
L’organizzazione del Cerro Day ha fissato la data per l’edizione 2010: sabato 17 luglio… E visto la frase dello stesso Cerro: “E’ un po’ che non finiamo su YouTube!”, bè aspettatevi news a breve… ;)
Sono stato preso dalla febbre da lomografia, quindi, in questi giorni sono molto indeciso su un possibile acquisto: Diana Instant Back+. Sono molto indeciso, però guardate un po’ che foto è possibile fare:
Ci sono serate in cui vai al Ritmia a sentire un tuo amico che suona dal vivo… Bè in realtà sono tre gruppi che suonano per un concorso. Niente da dire, bravi! Ad ogni modo nell’intervallo tra un gruppo e l’altro il dj mette su una canzone che ti piace, ma che non conosci… Ti avvicini, lui con aria da chi la sa davvero lunga ti dice: “Avevi la faccia di uno che mi stava per chiedere chi erano!” e intanto ti allunga il cd del Black Keys… Grandissimi!
Se volete ecco un video di “presentazione”: http://www.youtube.com/watch?v=hMVJRKGNLt0.
Per chi ascolta e segue la musica folk penso sia quasi inevitabile incrociare la strada della musica occitana. Lo spettacolo di ieri (23 gennaio 2010) a Crema di Davide Van De Sfroos è lo spunto ideale per parlarne. Il Davide, infatti, ha ospitato sul palco Sergio Berardo dei Lou Dalfin che ha suonato vari strumenti della tradizione occitana. Mi come prima, penso sia meglio chiarire cosa s’intende per ‘occitano’.
L’Occitania è l’area geografica dell’Europa in cui, accanto alle lingue ufficiali, è parlata fin da epoca storica la lingua occitana o lingua d’oc. La definizione di Occitania è particolarmente legata alla definizione di lingua occitana. Dato che non sono uno storico, vi lascio alle informazioni che potete reperire su Internet a proposito di quest’argomento, io vi voglio solo segnalare un paio di gruppi che ho avuto modo di ascoltare dal vivo e che quindi vi consiglio volentieri:
Alcuni link per approfondire l’argomento Occitania:
Da quanto ho aperto questo blog non ho mai rifiutato un commento… Ho dovuto farlo adesso, mi spiace Lucio, ma sono sicuro capirai…
Ho da poco preso un nuovo telefono dopo che il mio Nokia N85 è finito nel lago… Va bè evitiamo commenti sarcastici… Cmq adesso sono un soddisfatto possessore di un Nokia 5800 XE e sto provando un po’ di applicazioni interessanti, tra cui Wordmobi un client WordPress per Symbian molto interessante… Se funziona… :)
Pubblicato da Wordmobi
In questo periodo di vacanze con il nostro paese che diventa sempre più multietnico e allora ho pensato di dare un piccolo aiuto agli stranieri che passano da Pianengo… Ho immaginato tre situazioni, forse un po’ surreali, collegate ai tre bar che frequento e che senza una dovuta spiegazione potrebbero risultare poco comprensibili…

Caso 1 – Il Cambrino
In questo bar vi potrebbe capitare di vedere un uomo con capelli neri e pizzetto che mentre passate davanti al bar, con aria un po’ spiritata, vi grida dalla porta: “La si lecca e la si cancella, ma rimane sempre quella: viva viva la fringuella!”.
Le origini di questa frase si perdono nei meandri dei fusti di birra, vino ed altri alcolici consumati in questo bar da generazioni di pianenghesi, cmq l’interpretazione moderna fa riferimento ad un animale appartenente al genere femminile che, probabilmente all’aumentare della concentrazione di alcool nel sangue, torna alla mente di questi giovani (e meno giovani) uomini.
Una possibile traduzione della frase è: “Can you lik it and can you erase it, but it remains always the same: w w the finch!”
Caso 2 – Bar Ferrari
Anche in questo caso potrebbe capitarvi di vedere sulla porta un giovane uomo che facendo roteare sulla testa una mano con le falangi del pollice e indice unite, vi chiede beffardo: “Bea ‘nasada chesta?!”.
Anche questa frase risulta molto antica, ma il suo significato è certamente più chiaro. In questo caso, infatti, il maschio adulto chiede a quello più giovane se ha già scoperto la sessualità, cosa che lo renderebbe agli occhi del maschio adulto maggiormente degno di rispetto.
In questo caso una possibile traduzione potrebbe essere: “Ehi guy! Have you smelled this?”
Caso 3 – Terzo Tempo
Qui vi propongo una situazione leggermente diversa: entrate nel bar e dovete chiedere un caffè… Se dietro il bancone trovare un giovane uomo con occhietti socchiusi e faccia un po’ sospettosa che risponde al nome “Muffo”, la frase più corretta per chidergli un caffè è: “Eh Muffo! Ta ma fet ‘n caffetì?”.
La traduzione potrebbe essere: “Ehi Muffo! Could you make me a little coffe, please?”