12 apr
Inviato da Thrama in Informatica, Internet, Reportage, Vino
Sabato, 8 aprile, Verona. Vinitaly – Centrocongressi Arena, Sala Bellini. Si tiene un incontro molto interessante dal titolo Blog & Vino: business, storie, opportunità.
Il mio post vuole però proporvi un’analisi personale di questo incontro non, dal punto di vista del vino, ma dal punto di vista di Internet e dei suoi strumenti. Partiamo quindi da alcune riflessioni, ma soprattutto da alcune definizioni:
Sito Internet*: un sito internet o un sito web (spesso abbreviato in sito), è un insieme di pagine web, ovvero di documenti accessibili tramite World Wide Web su Internet.
Blog*: il termine blog è la contrazione di web log, ovvero “traccia su rete”. Il fenomeno ha iniziato a prendere piede nel 1997 in America; nel 2001 è divenuto di moda anche in Italia, con la nascita dei primi servizi gratuiti dedicati alla gestione di blog. […] La struttura è costituita, solitamente, da un programma di pubblicazione guidata che consente di creare automaticamente una pagina web, anche senza conoscere necessariamente il linguaggio HTML. […] Il Blog è un luogo dove si può (virtualmente) stare insieme agli altri e dove in genere si può esprimere liberamente la propria opinione. È un sito (web), gestito in modo autonomo dove si tiene traccia (log) dei pensieri; quasi una sorta di diario personale. Ciascuno vi scrive, in tempo reale, le proprie idee e riflessioni. In questo luogo cibernetico si possono pubblicare notizie, informazioni e storie di ogni genere […].
* Definizioni tratte da Wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Pagina_principale).
Fatta chiarezza sul significato di alcuni termini possiamo ora dire che un blog è un sito web, un sito web organizzato in modo ben preciso è con precise caratteristiche.
A questo punto passiamo alle due domande che poi erano il tema centrale dell’incontro:
La mia personale è modesta opinione mi porta a pensare che la risposta alla prima domanda sia assolutamente si, alla seconda invece io risponderei no, anche se in contrasto con quanto detto dal Slawka G. Scarso nel corso dell’incontro.
Il blog come strumento per gli appassionati
Come evidenziato e raccontato da Franco Ziliani (http://www.vinoalvino.org/) e Giampiero Nadali (http://www.aristide.biz/) il blog è una grande occasione ed un grande strumento per raccontare storie, pareri, informazioni, etc. Un appassionato di vino e un giornalista possono raccontare le proprio storie o pubblicare i propri articoli che possono essere poi commentati da altri utenti creando quella che viene definita una comunità.
Il blog come strumento per le aziende
Partiamo da un presupposto ben evidenziato da Giampiero Nadali: pubblicare un sito internet traducendo le locandine in pagine Web non è una buona idea tanto meno un buon investimento. Nell’era del Web 2.0 gli utenti si attendono dei servizi!
Tornando al blog però secondo me va fatta una considerazione. Quando parliamo di articoli, o post, che vengono pubblicati, ci aspettiamo che questi articoli abbiano alcune caratteristiche:
Attenzione, non ci aspettiamo per forza professionalità nel modo di presentare e di scrivere, ma sincerità. Allora la domanda è: si può permettere un’azienda di essere sempre sincera e spontanea? Se la vendemmia è andata male si può permettere di dire ai propri clienti che forse quell’annata non è un granché? O si può permettere che in un post di presentazione di un vino ci sia qualcuno che commenta in maniera negativa? Io non credo. La soluzione sarebbe quella di moderare o non permettere i commenti, ma allora che blog ne risulterebbe? Allora che differenza ci sarebbe fra un blog è una pagina delle news?
Per questo ritengo che il blog non sia lo strumento adatto ad un’azienda. Vero però che il blog è uno strumento, un tipo di sito Internet. Investire in Internet con servizi e strumenti diversi dal blog può essere un grande canale di comunicazione verso i propri clienti e un’opportunità che le aziende di vino, come altre aziende di altri settori economici, non possono e non devono farsi scappare. L’e-commerce ad esempio.
L’importante è non ripetere, anche se in piccolo, il boom di Internet degli anni ’90 in cui tutti pensavano che l’importante fosse esserci. La storia a dimostrato che non è cosi. Investire su Internet vuol dire fornire contenuti e servizi innovativi al di là delle strutture o delle tecnologie impiegate.
9 Responses
Slawka G. Scarso
Inserito il 13 aprile 2006 alle 15:17
1Ciao Lorenzo,
mi permetto di rispondere al tuo post, visto che hai citato il mio intervento, per fare una precisazione. Capisco perfettamente la tua opinione, e non ho mai negato il fatto che avere un blog possa essere rischioso per un’azienda. Io stessa ho menzionato come, in un parallelismo tra blog e passaparola, il passaparola negativo sia ancora più potente di quello positivo.
Tuttavia sono convinta al tempo stesso che se si ha la motivazione, allora un blog può essere un ottimo strumento di comunicazione.
Quanto al mettersi in gioco di fronte al consumatore, beh, il fatto stesso di commercializzare i propri prodotti, e non usarli per autoconsumo, vuol dire aprirsi alle critiche, no?
Tra l’altro hai menzionato il discorso dell’annata cattiva. Qui ci sono tanti discorsi da fare, e tante prese di posizione diverse. Che la 2002 ad esempio sia stata un’annata cattiva quasi in tutta Italia, è impossibile negarlo, e certo avere avuto un blog per dirlo non avrebbe fatto nessuna differenza. In un’annata così ci sono aziende che ti diranno che hanno fatto una mega-selezione dei grappoli e quindi il poco prodotto è comunque di qualità, altre che declasseranno i vini di punta destinando tutte le uve a quelli “base”, altre ancora che abbasseranno i prezzi, come si fa anche in Francia.
Sarò una romantica (chi mi conosce bene ora si metterebbe a ridere) ma certe volte è proprio raccontando come si è cercato di arginare i danni, ad esempio di una brutta vendemmia, che si dà un valore aggiunto al vino prodotto in questa occasione. Tra l’altro uno dei blog di produttori vinicoli di maggiore successo negli Stati Uniti, ha pure incluso post sull’attacco della fillossera l’inverno scorso,e personalmente non ha fatto che aumentare il carattere dell’azienda stessa e dei suoi prodotti. Ecco il link
http://anneamie.typepad.com/anne_amie_vineyards/2006/03/finally_you_can.html
A presto e felice blogging,
Slawka
Thrama
Inserito il 13 aprile 2006 alle 20:19
2@Slawka G. Scarso:
Ciao,
sono felice che tu abbia trovato il tempo di leggere il mio post e soprattutto di lasciare un commento.
Passando al contenuto, invece, partiamo dal fatto che esprimo una mia opinione che non vuole certo essere la verità, ma è solo un personale punto di vista. Utilizzando il gergo internet avrei utilizzato l’acronimo IMHO (In My Humble Opinion). Inoltre il discorso è molto ampio e avrebbe bisogno di molti approfondimenti, ma questo è lo spazio che ci è concesso… :)
Comunque, tornando all’argomento principale… Sono certamente d’accordo con te che se si decide di commercializzare i propri prodotti ci si apre alle critiche, ma credo anche che chi fa business (che venda vino, polizze auto, PC o altro non fa differenza) sia interessato, in ultima analisi, ai soldi che da questo business ci ricava. Certo anch’io sono convinto che ci siano produttori di vino che non lo fanno solo per motivi materiali, ma che ci tengono ad avere un ottimo prodotto e che hanno una visione di questa attività “romantica” così come molti appassionati. Però voglio dire… Secondo te, in maniera molto schietta e forse estremizzando un po’ il concetto, in un ipotetico blog sul Tevernello, ad. esempio, cosa ci sarà scritto? :)
Se guardiamo agli Stati Uniti possiamo citare casi come quello da te segnalato o possiamo parlare dei corporate blogs che altrettanto successo stanno avendo in alcune aziende, ma ci sono alcuni punti su cui varrebbe la pena di analizzare meglio:
1. L’Italia ed i navigatori/consumatori italiani reagiranno a questo tipo di comunicazione come i navigatori/consumatori d’oltre oceano?
2. Partendo dal presupposto che ciò che fare il salto di qualità ad un’azienda che decide di investire in Internet è senza dubbio la capacità di trasformare le informazioni in comunicazione, qual è lo strumento più adatto? Esistono parametri che possono aiutare nella scelta e nel valutarne l’applicabilità alle aziende vinicole?
3. Limitando l’analisi ai corporate blogs, il modello di business italiano nel campo vinicolo è compatibile con questi metodi di comunicazione interno ed esterno all’azienda?
Spero avremo modo di continuare questa discussione che personalmente ritengo molto interessante.
Buon blogging anche a te e a presto
Aristide - Blog di viaggio nel vino
Inserito il 18 aprile 2006 alle 23:05
3Blog
Dopo avervi raccontato l’essenza degli interventi principali alla tavola rotonda Blog Vino tenutasi al Vinitaly, riserveremo questo secondo (e conclusivo?) post per alcune riflessioni basate sulle interessanti osservazioni riportate da Lorenzo Lombar…
Franco Ziliani
Inserito il 19 aprile 2006 alle 07:46
4Lorenzo, avrei bisogno di mettermi in contatto con te ma non riesco a trovare la tua mail. Puoi contattarmi tu, per favore ?
grazie !
ciao
Franco Ziliani
Simplicissimus
Inserito il 19 aprile 2006 alle 08:33
5Mondo blog!
Coraggio, diciamo la verità: non è un posto fantastico, questo mondo, dove c’è ancora chi ti viene a spiegare papale papale che no, il blog "non è uno strumento adatto ad un’azienda vinicola per creare un rapporto con…
TigullioVino.it Weblog (Beta)
Inserito il 19 aprile 2006 alle 14:09
6Blog aziendale, astenersi perditempo.
Il blog può essere uno strumento migliorativo del rapporto azienda/cliente finale o, di più, diventare addirittura un mezzo attraverso il quale incrementare le vendite ? Di questo e molto altro si è occupata la tavola rotonda organizzata da Giampier…
Radio Simplicissimus
Inserito il 21 aprile 2006 alle 15:29
7La Cantata del Caffè, Anno I, Numero 8
Nella puntata di oggi: Aristide, Itadakimasu, La cuoca petulante, La zuccheriera, LavBlog, Lorenzo Lombardi’s blog, Pandemia, PoggioargentierA’s blog, Spotanatomy, Simplicissimus, Stormhoek, Vino al vino, Worn Free. Chi volesse segnalare un foodblog…
Andrea Berselli
Inserito il 21 aprile 2006 alle 19:00
8Il suo post è superfluo, è ovvio che un’azienda non può e non deve comunicare tutto. Ma questo non c’entra con il blog. Certo è che se vede le aziende che sono quotate in un mercato dove il trust conta, noterà che queste devono dire anche le cose negative.
Non ragioniamo all’italiana.
Le consiglio il film Mondovino edito dall’Internazionale. E’ fatto da un francese, è vero, però le indica chiaramente il nostro peso nel vino mondiale. Il blog è gestione delle relazioni pubbliche e come tale va considerato.
Il Web dagli occhi dell’impresa e… “l’effetto Amy Winehouse” « WebWatchman
Inserito il 8 giugno 2009 alle 09:16
9[...] Lombardi nel suo blog, in un post dal titolo “Tavola rotonda al Vinitaly“, pone un esempio perfetto a tal proposito ponendo il caso di un’ipotetica azienda [...]
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